• Ultimo giorno di tesseramento al Pd, Giarrusso è fuori

    Porte chiuse e sistema online inaccessibile. Dalle 12 di stamattina il Partito Democratico non accetta più nuovi iscritti. Chi ha la tessera in tasca potrà partecipare nei circoli al voto dei candidati alla Segreteria, chi no è fuori dal percorso costituente. E l’escluso di cui si è molto parlato negli ultimi giorni è proprio Dino Giarrusso, l’eurodeputato ex M5s che aveva sorpreso tutti con l’annuncio del suo ingresso nel partito. Per Stefano Vaccari il regolamento è chiaro: “Non può iscriversi chi risulta eletto in altri gruppi, e non solo dell’europarlamento: è l’articolo 15 sul tesseramento”.

    Il responsabile Organizzazione Dem scrive dunque l’ultima parola del caso, i cui strascichi si sono sentiti fino a oggi.

    Ultimo, in ordine di apparizione, l’attacco di Matteo Renzi: “Facendosi dettare la linea dall’ex grillino, il PD diventa ufficialmente ex riformista”. Ma Vaccari rassicura tutti: “Nessun pericolo che Giarrusso prenda la tessera, lo dico anche ad Alessandro Gassmann”. Che si era speso in una dura invettiva sui social.

    Chi non ha ancora la tessera ma invece potrà discutere nei circoli Dem sono gli iscritti ad Art.1. A una condizione, però: aver sottoscritto entro oggi l’impegno ad aderire al tesseramento del “Nuovo PD” una volta concluso il percorso costituente. Dei circa 13.000 iscritti ad Art.1, i protagonisti del “ricongiungimento familiare”, secondo fonti parlamentari, sono in tutto 9000. Finora, l’unico numero trapelato da una riservatissima Commissione nazionale per il Congresso. Di altre adesioni dell’ultimo minuto dalle fila degli ex-pentastellati non c’è traccia. “Non ho contezza di richieste in tal senso”, commenta in Transatlantico Vaccari, che mette a tacere anche le voci sui possibili ingressi degli ex ministri Di Maio e Spadafora.

    Per il numero totale dei nuovi iscritti, invece, si dovrà aspettare almeno il 2 febbraio, dicono dal Nazareno. Il tempo tecnico di ricevere e accorpare le comunicazioni dai circoli, dove continuano invece i tesseramenti per chi era già nel Pd lo scorso anno. In attesa dei grandi numeri, Vaccari prova a instillare fiducia: “Il dato finale sarà la risposta alle Cassandre, a dire il vero qualcuna anche interna alla nostra stessa comunità, che preconizzavano un partito morto e sepolto”.

    Il deputato è certo di “un dato significativo, seppure in calo rispetto agli oltre 320 mila iscritti del 2021”.

    Mentre si aspettano i dati sulle nuove tessere del puzzle-Pd, alcuni importanti documenti sono già stati depositati: le mozioni dei quattro candidati alla corsa verso la segreteria.

    Limati i programmi, ora la campagna può entrare nel vivo. Tra circoli e piazze.
       


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