Ora Salvini si corregge sulle mascherine. E tenta i 5s sul Quirinale

Matteo Salvini spiazza tutti e delude chi lo presenta come una sorta di dissidente delle mascherine in servizio permanente effettivo. Dopo le polemiche degli ultimi giorni, parlando a Start su SkyTg24 il leader della Lega illustra la sua posizione sulle misure da adottare contro il virus, invitando al rispetto delle regole e invocando il buonsenso: «La mascherina quando è necessario si mette, nei luoghi chiusi, sui treni… Anche io metto la mascherina, spero di tornare presto alla normalità. Ai giovani dico usate la testa, mantenete le distanze, rispettate quello che la scienza ci chiede di fare».

Il leader della Lega tocca i temi legati all’attualità politica, ma anche quelli relativi al processo che dovrà sostenere per le scelte fatte da ministro per contenere l’immigrazione irregolare. Il centrodestra è unito e compatto? «Sì da uno a dieci, otto. Per la compattezza totale ora dobbiamo vincere le elezioni». Crede ai sondaggi che danno Giuseppe Conte in crescita nei consensi? «Il vero sondaggio si farà il prossimo 20 e 21 settembre, quando saranno gli italiani a votare e a fare la propria scelta». E proprio in vista delle Regionali Antonio Tajani ricorda a tutti che «la Campania governata dalla sinistra ha il record del prelievo fiscale locale. La media italiana nel 2019 è stata di 1066 euro. In Campania 2066 euro. Lo scrive il Sole 24 Ore».

Salvini può festeggiare il record di tesseramenti da parte della Lega. Se nel 2019 erano state 76.755 tessere, nel 2020 è stata superata – nonostante il lockdown – quota 100mila tessere. Sulle inchieste giudiziarie il numero uno del Carroccio individua un filo conduttore politico. «È chiaro a tutti che è un processo politico modello Palamara che vede alcuni protagonisti dell’epoca scappare in maniera ipocrita su una decisione che abbiamo preso tutti insieme. Pensano di far fuori me e la Lega con queste inchieste surreali? I camici, i soldi della Russia, il blocco dell’immigrazione clandestina… facciano pure». Sui casi Open Arms e Gregoretti, Salvini è deciso a far valere le sue ragioni. «Vado a testa alta in tribunale a Catania tra due mesi il 3 ottobre. Mi metto sul comodino il countdown come al militare. Ci sono 60 giorni da qui a un processo surreale, oggi gli italiani e i sindaci lamentano un’immigrazione fuori controllo e allo sbando, non pretendo una medaglia ma da ministro mi pagavano per controllare chi entrava e usciva. È chiaramente un processo politico, un tribunale e un plotone politico che nulla ha a che fare con il diritto. Moralmente a Catania ci sarà con me una marea di gente». Sul caso Gregoretti, fonti leghiste segnalano che solo ieri Palazzo Chigi ha trasmesso i documenti chiesti dai legali di Salvini: «Prima avevano spedito il materiale a un indirizzo mail dello studio di Giulia Bongiorno errato».

Sulla ricandidatura di Attilio Fontana rimanda la decisione allo stesso governatore. «Assolutamente sì, se lo vorrà. Cerchino i soldi che vogliono, non ci sono, ma non infamino un galantuomo come Fontana, la sanità lombarda è tra le migliori d’Europa, se devono attaccare la Lega attacchino me». Infine sul presidente della Repubblica, Salvini si dice disponibile a confrontarsi con i Cinquestelle «se ci sono nomi di garanzia. L’importante è che non ci sia nessuno, come il Pd, disposto a bivaccare in Parlamento per attendere l’elezione del Capo dello Stato, manca un anno e mezzo. Spero per allora ci sarà un nuovo Parlamento a fare questa scelta». C’è spazio, infine, per un sorriso. Da Milano Marittima dove sta trascorrendo alcuni giorni di vacanza sotto una foto che lo ritrae al lavoro con paletta e secchiello Salvini scrive: «Vediamo se trovo un giudice che mi indaga per scavo abusivo di buca in spiaggia».



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