• Luca Traini, il suo avvocato attacca la sinistra: “Orlando e Grasso sono venuti qui a fare comizi”

    Poche ore dopo l’arresto di Luca Traini, a Macerata si sono fiondati il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il presidente del Senato Pietro Grasso. Nulla a che fare con la volontà delle istituzioni di essere presenti in un luogo travolto da due terribili fatti di cronaca, la morte atroce della 18enne Pamela Mastropietro e la sparatoria scatenata da Traini. Per Orlando e Grasso l’occasione era troppo ghiotta, in piena campagna elettorale, per non approfittarne. Una strumentalizzazione bella buona, come dice al Tempo l’avvocato del ragazzo, Giancarlo Giulianelli: “Non si può far campagna elettorale sulla pelle di Luca Traini. È gesto che i magistrati si possano esprimere in modo sereno sul mio cliente. Invece – ha aggiunto l’avvocato – l’arrivo in città del ministro della Giustizia e della seconda carica dello Stato, entrambi candidati alle elezioni, potrebbero creare condizionamenti”.

    Il timore dell’avvocato è che Traini sia condannato ben prima che il procedimento a suo carico cominci. I presupposti per renderne il colpevole perfetto in fondo ci sono tutti. Traini è un simpatizzante dell’estrema destra, in casa sua i carabinieri hanno ritrovato libri e bandiere inneggianti al nazismo. Per non parlare del suo aspetto fisico, dal tatuaggio della runa sulla tempia destra, da cui il soprannome “Lupo”, al fisico imponente e l’aria da perenne arrabbiato. Per la sinistra insomma è già bastato vederlo in faccia per decidere di gettarlo in cella e buttare le chiavi.

    Il comportamento del ministro, secondo l’avvocato Giulianelli, si commenta da solo: “Orlando sta facendo comizi elettorale, pur essendo ancora ministro, con un ruolo che dovrebbe essere super partes. Luca Traini deve essere giudicato da giudici di cui lui sovraintende l’organizzazione giudiziaria”. L’unica speranza per l’avvocato è che i magistrati maceratesi continuino sereni con il proprio lavoro: “Sono certo comunque che i giudici del Tribunale di Macerata, e gli stessi inquirenti, non si lasceranno influenzare dalla diatriba politica che ha suscitato questo caso”. Libero