• “L’Irpef ora è un colabrodo. Così ridurremo le aliquote”

    Arriva la riforma fiscale flat e la riduzione graduale dell’attuale «colabrodo Irpef»: «Entro la legislatura tenteremo di addolcire la curva delle aliquote attraverso la tax expenditure, riducendole dalle quattro attuali a tre». Il viceministro dell’Economia con delega alle Finanze Maurizio Leo lo ha annunciato ieri al sesto Forum nazionale dei Commercialisti ed esperti contabili: «Certamente terremo qualcosa della legge delega che arriva dal governo di Mario Draghi ma l’idea è razionalizzare un sistema che si muove a macchia di leopardo, fare qualcosa che si fece negli anni ’70», ha detto l’esponente Fdi. Un annuncio che suona come una pietra tombale su tutte le storture di questi anni, dallo strapotere dell’ex Equitalia alle cartelle pazze, compresa la volontà di rilanciare lo Statuto del contribuente a «norma di rango superiore alla legge ordinaria», realizzando così «la certezza del diritto per rendere attrattivo il sistema Paese». Ma serve una due diligence, sembra dire Leo: «La prima parte della revisione riguarderà i principi generali della delega, di diritto interno e internazionale. Ora il sistema tributario è caotico. Con il direttore dell’Agenzia delle Entrate stiamo lavorando ad una rivisitazione di tutti i testi e poi nello specifico su tributi come Irap, Ires, Iva, contributi diretti, accise, giochi, tributi enti locali».

    Anche su fronte di dichiarazioni, accertamento e contraddittorio, l’annuncio di Leo promette maggiore chiarezza e lealtà nel rapporto tra Stato e contribuenti perché punterà sull’autotutela per l’accertamento («Oggi non è molto utilizzata»), modificando le regole del contraddittorio e le sanzioni, «anche penali», un sistema che secondo il viceministro «è fuori linea rispetto ai partner europei». Parole perfettamente in linea con quelle del viceministro della Giustizia con delega alle professioni Francesco Paolo Sisto, che immagina «una sorta di causa estintiva per condotta riparatoria per i reati formali», proposta già circolata a fine anno e poi esclusa dalla legge di Bilancio. L’obiettivo è «ridurre le tasse a chi crea occupazione o investe l’utile e in beni strumentali. Chi più assume meno paghi», promette.

    Poi l’avvertimento sulla casa, proprio nel giorno in cui la Bce si dice contraria alla direttiva Ue sulla casa green: «Riforma del catasto? Non siamo certo la Cenerentola Ue, non c’è bisogno di accelerare».


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