• In lieve calo le vendite di romanzi e saggi nel 2022

    E’ prevista una chiusura del 2022 in lieve calo per l’editoria italiana di varia (romanzi e saggi a stampa venduti nelle librerie fisiche e online e nei supermercati) rispetto al 2021, con una flessione compresa tra l’1,1% e l’1,8%, per un valore delle vendite a prezzo di copertina tra il miliardo e 676 milioni e il miliardo e 687 milioni. Nonostante l’aumento dei costi di produzione i prezzi dei libri sono stabili. L’analisi, a cura dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori, sulla base dei dati Nielsen Bookscan dei primi undici mesi, è stata presentata il 7 dicembre, nel giorno d’apertura di Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, organizzata da Aie, in programma fino all’11 dicembre alla Nuvola a Roma. L’appuntamento “Come finirà questo 2022. Un anno che speravamo normale” ha aperto il ciclo di incontri professionali. Nei primi undici mesi del 2022 il valore del mercato (venduto a prezzo di copertina) è stato pari a 1,268 miliardi, in calo del 2,3% rispetto al 2021 ma in crescita del 12,9% rispetto al 2019, nel pre-pandemia. Le copie vendute sono state 86,8 milioni, -2% rispetto al 2021 e in crescita del 14,5% rispetto al 2019. “Il dato sulle vendite riflette la scelta responsabile degli editori di mantenere invariati i prezzi di copertina, a fronte dell’inflazione e di un’esplosione dei costi di produzione, a partire da quelli della carta e dell’energia. Esplosione dei costi che ovviamente pesa in modo particolare sui piccoli e medi editori. Per questo è essenziale che venga riattivato per gli editori di libri il credito d’imposta sulla carta e mantenute le misure di sostegno alla lettura, a partire dalla 18App, in un momento in cui preoccupa la perdita di potere d’acquisto delle famiglie” ha sottolineato il presidente di Aie, Ricardo Franco Levi. La quota di mercato di varia degli editori sotto i 25 milioni di venduto a prezzo di copertina continua ad aumentare: nel 2021 era pari al 45,2% contro il 44,3% dell’anno precedente e il 42,6% del 2019. All’interno di questo gruppo molto ampio, crescono soprattutto gli editori da 15 a 25 milioni, oggi al 5,4%, e quelli da 10 a 15 milioni, al 7,3%. Le due fasce assieme, nel 2019, valevano il 4,6%, mentre oggi sono al 12,5%. “Ancora una volta i dati mostrano quanta parte dell’editoria nazionale sia fatta di realtà medio e piccole di grande vitalità, ma che, al contempo, devono affrontare problematiche molto difficili, a partire dalla distribuzione” ha spiegato il vicepresidente di Aie e presidente del Gruppo piccoli editori, Diego Guida. Nei primi undici mesi dell’anno le vendite nelle librerie fisiche sono cresciute dell’1,3% fino a 674,8 milioni. L’online flette invece del 5,3% a 532,9 milioni, la grande distribuzione del 12,7% a 60,7 milioni. Nel 2022 gli italiani hanno scelto l’evasione: i romanzi di autori stranieri sono cresciuti del 9,1%, quelli degli italiani del 4,3%, i fumetti del 15,9%. La saggistica professionale invece è calata del 13,3%, quella generale del 10,8%. Bambini e ragazzi del 2,5%. Hanno ottenuto la miglior performance nel 2022 i romanzi d’amore scritti da italiani (più 231%), le guide per la casa (più 130%), chick lit italiani (letteratura per ragazze), al più 92%. Il prezzo medio del venduto si attesta a 14,62 euro, in calo dello 0,4% rispetto al 2021. Le novità a stampa pubblicate nell’anno sono 62.745, in calo del 2% rispetto l’anno prededente. Si conferma la tendenza che vede le vendite spalmate su un numero sempre più ampio di titoli: oggi i primi cento titoli pesano solo per l’8,8% sul valore complessivo delle vendite. Il catalogo resta un punto di forza del mercato: vale il 70,4% delle vendite complessive di un anno, contro le novità che pesano invece per il 30,9%. Nella top ten compaiono due libri dell’italiana Erin Doom al primo posto con ‘Fabbricante di lacrime’ e all’ottavo posto con ‘Nel modo in cui cade la neve’.


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