• Il maxi-contratto con il M5s, il processo al figlio, il lungo silenzio: gli imbarazzi di Beppe Grillo

    Che fine ha fatto – politicamente parlando – Beppe Grillo? La domanda sorge spontanea dopo la notizia di pochi giorni fa maxi-contratto da oltre 300mila euro con il Movimento 5 Stelle. Un accordo che nell’aprile del 2022 prevedeva, tra le altre, attività come il supporto nella comunicazione con l’ideazione di campagne, promozione di strategie digitali, produzione video, organizzazione eventi, produzione di materiali audiovisivi per attività didattica della Scuola di formazione del Movimento, campagne elettorali e varie iniziative politiche. Senza dimenticare che, secondo gli impegni assunti, Grillo si sarebbe dovuto poi occupare anche della promozione delle attività del Movimento all’estero, attraverso la partecipazione a convegni, giornate di studio, incontri con personalità scientifiche e istituzionali. Un vero e proprio ruolo da “ambasciatore del M5S” che però, secondo quanto trapela, il fondatore del M5s non avrebbe mai ricoperto a pieno, provocando così dure critiche all’interno di un partito che vedrà l’assenza del proprio fondatore anche in occasione delle elezioni regionali in Lombardia e in Lazio.

    Beppe Grillo e i guai giudiziari del figlio

    Anche perché è da più di sei mesi che Beppe Grillo non interviene (direttamente o indirettamente) nella vita politica attiva del Movimento 5 Stelle. Era il luglio scorso e, non appena le Camere furono sciolte da Mattarella e vennero indette le elezioni politiche al 25 settembre, Giuseppe Conte tentò un ‘blitz’ nelle liste elettorali per introdurre qualche esponente di spicco del Movimento che aveva già svolto due mandati parlamentari. Una mossa che non piacque per niente al comico, che vinse poi il braccio di ferro contro l’ex presidente del Consiglio affinché nessuno potesse usufruire di alcuna deroga in merito a tale regola ferrea. Dall’inizio ufficiale della campagna elettorale, dunque, Grillo è completamente scomparso dai radar. Anche perché Giuseppi riuscì comunque – per quanto i 5 Stelle dimezzarono i voti rispetto al 2013 – a ottenere un discreto successo personale a inizio autunno al termine di quella risalita fino al 15%, considerata la base di partenza del M5s prevista dai sondaggi.

    A quel punto Conte si è preso mediaticamente tutta la ribalta mediatica pentastellata: tra la battaglia per la difesa del reddito di cittadinanza e le polemiche relative alla sua vacanza a Cortina. Così Grillo, ormai detronizzato (seppur sempre ben stipendiato), ha pensato bene di rifugiarsi nel teatro, con il ritorno sul palcoscenico per mettere in scena il suo nuovo spettacolo (“Io sono il peggiore”). Un’inversione di marcia in direzione del suo primo amore, dimostrata anche dai tanti post sul suo blog e sui propri social che toccano solo in maniera molto generica temi a lui cari come l’economia, il lavoro, la società, l’ecologia. Su tutto il resto c’è stato (e continua a esserci) un lunghissimo e profondissimo silenzio. Silenzio molto probabilmente dettato anche dall’imbarazzo per il processo in corso ai danni del figlio Ciro, imputato per violenza sessuale di gruppo. Quest’ultimo, naturalmente, resta e rimarrà non colpevole fino a sentenza definitiva. Certo è, tuttavia, che la pessima difesa che suo padre mosse nei suoi confronti, tramite un delirante video dell’aprile 2021, non gli giovò per nulla. Le udienze a Tempo Pausania proseguono e l’unico elemento oggettivo che, al momento, si può trarre è che Ciro Grillo non sarà mai difeso in tribunale da Beppe: in certi contesti il silenzio può risultare assolutamente d’oro.


    Fonte originale: Leggi ora la fonte