• È record di richieste d’asilo (e in testa sono i nigeriani)

    Ricerca Ismu: nel 2017 le domande sono state 130mila Ok solo per l’8,4%. Boom di minori non accompagnati.

    Milano Quota 130mila, record per l’Italia. Nel 2017, gli stranieri che hanno presentato domanda di asilo e protezione internazionale hanno raggiunto un numero mai toccato in Italia: oltre il doppio rispetto a quattro anni fa, e in lieve crescita (del 5,4%) anche rispetto al 2016, nonostante un recente rallentamento dovuto agli accordi con la Libia che hanno contenuto gli sbarchi.

    Secondo i dati di ministero dell’Interno e Unhcr, elaborati dall’Ismu, l’anno scorso le richieste sono state 130.119 (2 anni fa si erano fermate a 123.600). L’Ismu, ente scientifico indipendente che studia i fenomeni migratori, sottolinea come la domanda di asilo e protezione internazionale nel nostro Paese oggi sia divenuta – dopo i ricongiungimenti familiari – la seconda motivazione di ingresso di cittadini non comunitari in Italia. E questo percorso di protezione internazionale riguarda in modo massiccio i migranti che giungono in modo non autorizzato via mare, ma anche coloro che percorrono altre vie terrestri o aeree (ad esempio chi proviene dall’Ucraina).

    Dentro i dati. Il 2017 ha visto un fortissimo aumento delle domande presentate dai minori non accompagnati: sono cresciute del 73,5%. Quanto alla nazionalità, le richieste sono arrivate soprattutto da nigeriani, bangladesi, pakistani, gambiani e ivoriani. Per i migranti originari del Bangladesh in particolare si è registrato il più significativo aumento: negli ultimi 12 mesi: le domande di asilo sono quasi raddoppiate. A fronte di questo notevole aumento di domande, per i bengalesi si riscontra un basso tasso di riconoscimento: il 64% delle domande esaminate nel 2017 ha avuto come esito il no alla protezione, solo l’1,4% ha portato a concedere lo status di rifugiato e il 31% è sfociato nella protezione umanitaria. E percentuali di non riconoscimento superiori al 60% si registrano anche per nigeriani, senegalesi e pakistani.

    Complessivamente nel 2017 sono state esaminate 82mila domande (10mila in meno rispetto al 2016). I migranti cui non è stata riconosciuta alcuna forma di protezione sono più della metà, il 52,4%. Come esito poi il numero dei rifugiati in senso stretto aumenta: sono stati l’8,4% nel 2017 ed erano il 5,3% nel 2016. Una domanda su 4 ha avuto come risultato la protezione umanitaria. L’Europa cosa fa? Il programma di «relocation» in altri Paesi europei va a rilento. Al 31 dicembre 2017 sono stati trasferiti dall’Italia ad altro stato membro 11.464 richiedenti protezione internazionale. Il 2018, intanto, è iniziato con numeri ancora piuttosto sostenuti. Secondo il «cruscotto statistico del Viminale», a gennaio sono sbarcati in Italia 4.182 migranti, contro i 4.468 dello stesso periodo, mentre per febbraio, a oggi siamo fermi a quota 682 (un calo che, se confermato, sarebbe molto consistente). «I migranti sbarcati in poco più di un mese con la sinistra sono più di quelli sbarcati in un intero anno con Berlusconi – commenta Deborah Bergamini, responsabile Comunicazione di Forza Italia – dall’inizio del 2018 sono arrivati in Italia 4.864 migranti. In tutto il 2010, con Berlusconi al governo, ne arrivarono circa 4.400». Il Giornale.it