• Cina, manifestazioni contro le restrizioni per il Covid: ‘Xi dimettiti’

    “Xi Jinping, dimettiti”, “Partito comunista, dimettiti”: sono gli slogan urlati dai manifestanti durante le proteste contro le restrizioni anti-Covid a Shanghai, secondo quanto riporta la Bbc. Alcuni tenevano striscioni bianchi vuoti, mentre altri hanno acceso candele e deposto fiori per le vittime a Urumqi dovre le autorità sono state incolpate per la morte di 10 persone in un incendio a causa dei ritardi nei soccorsi causati dalle regole contro il covid. Le manifestazioni sono uno spettacolo insolito in Cina, dove le critiche a governo e presidente possono portare a sanzioni severissime.

    Centinaia di studenti dell’università Tsinghua di Pechino hanno partecipato oggi a una protesta contro le restrizioni anti-Covid imposte dal governo, come ha raccontato un testimone all’agenzia di stampa Afp e come mostrano alcuni video diffusi sui social media. Proteste anche a Shanghai dove i manifestanti hanno sollevato fogli di carta bianchi – un gesto che è diventato un simbolo di protesta contro la censura in Cina – e fiori bianchi, restando in silenzio a diversi incroci, prima che la polizia arrivasse e li disperdesse.

    Cina, proteste per le restrizioni anti Covid: folle inferocite scendono in piazza a Shanghai

    L’emittente statale cinese Cctv Sports sta tagliando le inquadrature ravvicinate dei tifosi senza mascherina anti-Covid ai Mondiali di calcio del Qatar, dopo che i primi servizi hanno scatenato la rabbia nel Paese, dove sono scoppiate proteste per le dure restrizioni contro la pandemia. Durante la trasmissione in diretta della partita a gironi di domenica tra Giappone e Costa Rica, la Cctv ha sostituito le inquadrature ravvicinate di tifosi senza mascherina con immagini di giocatori, funzionari o dello stadio di calcio. L’emittente ha mostrato inquadrature distanti della folla, in cui era difficile distinguere i singoli volti, e un numero minore di inquadrature della folla rispetto alla trasmissione in diretta della stessa partita su piattaforme online come Douyin, la versione cinese di TikTok. Decine di milioni di persone nelle principali città, tra cui Pechino, Guangzhou e Chongqing, sono state sottoposte a una forma di isolamento oggi. Una lettera aperta è stata diffusa sulla popolare applicazione di messaggistica WeChat per mettere discussione le politiche anti-Covid: nel testo veniva chiesto se la Cina sia “sullo stesso pianeta” del Qatar. La lettera, apparsa martedì, è poi stata rimossa dai censori dalla piattaforma.


    Fonte originale: Leggi ora la fonte