Cattolica. Trivelle: “Regione Emilia-Romagna non è stata coinvolta nel procedimento”

Sabato scorso è stato notificato il ricorso al Tar del Lazio presentato dal Comune di Cattolica per chiedere l’annullamento del decreto del Ministero dell’Ambiente riguardante la piattaforma ‘Bianca & Luisella’, al largo delle coste di Pesaro. “L’articolato progetto – si legge nel comunicato dell’amministrazione comunale – consiste principalmente nell’installazione di una nuova piattaforma non presidiata, nella perforazione e messa in produzione di otto nuovi pozzi, nella posa e installazione di un fascio di condotto sottomarino per il trasporto del gas dalla nuova piattaforma all’esistente piattaforma Brenda, all’adeguamento della stessa e diverse altre opere legate alle attività estrattive nell’ambito della concessione di coltivazione. Nel ricorso vengono sollevate diverse censure al Decreto, secondo i legali ci sono vizi procedurali oltre a risvolti tecnici e ambientali. Un esempio è il fatto che la valutazione di impatto ambientale non sia stata integrata dall’autorizzazione integrata ambientale, nonostante la richiesta. Allo stesso modo, la Centrale di Fano, che riceverà gli idrocarburi estratti, sarebbe dovuta essere sottoposta a una revisione dell’A.I.A., alla luce dell’aumento di produzione che i nuovi impianti comporteranno. Tra i molteplici aspetti del ricorso, ci si duole del fatto che la Regione Emilia-Romagna non è stata coinvolta nel procedimento e si sottolinea che il parere della Regione Marche emesso da un dirigente anziché dalla giunta Regionale, secondo sentenza di Consiglio di Stato, sia illegittimo”.

 

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