Cattolica. “Art Bonus” per l’ex Lavatoio, un progetto di qualità per l’offerta didattica e laboratoriale

Nella Regina si utilizzerà lo strumento di “mecenatismo culturale”

“Art Bonus” per l’ex Lavatoio, un progetto di qualità per l’offerta didattica e laboratoriale

L’Assessore Valeria Antonioli: “Abbiamo raccolto le istanze dell’ex Direttrice del Museo Marialuisa Stoppioni per dare spazi adeguati alle attività culturali e di formazione seguitissime dai ragazzi. Con il partner SGR instaurato un rapporto di reciproca stima concretizzata già nel sostegno economico alla rassegna filosofica ed al primo premio Pinketts”

CATTOLICA, 10 Luglio 2019 – “Quando ci siamo insediati come Amministrazione l’ex Direttrice del Museo, Marialuisa Stoppioni, ci ha illustrato le esigenze e le sue idee per il recupero dell’ex Lavatoio prevedendone quale vocazione primaria quella didattica. Tale necessità è emersa visto il numero davvero cospicuo di bambini che partecipano alle attività formative proposte e per le quali i locali museali si rivelavano ormai inadeguati”. Con queste parole l’Assessore alla Cultura Valeria Antonioli parla con entusiasmo della futura destinazione dell’edificio dell’ex Lavatoio di Cattolica, ovvero quella di luogo dedicato prioritariamente alla didattica e ai laboratori per bambini.

Sono circa 8500 le persone che ogni anno frequentano il Museo della Regina per partecipare alle manifestazioni culturali o semplicemente per visitarne le sale espositive; fra queste ci sono una media di 140-150 classi all’anno, per un totale di circa 3000 fra studenti e studentesse, che svolgono attività didattica e laboratoriale; inoltre, in autunno, una domenica al mese, molte famiglie vengono in Museo per i laboratori e durante l’estate tornano per i giochi e l’intrattenimento culturale di ‘Un’Estate da Regina’.

La maggior parte dei laboratori didattici sono gratuiti per le scuole di Cattolica, così come gratuite sono le manifestazioni culturali rivolte alla cittadinanza. Non è previsto un ticket di ingresso. Laddove è richiesto un contributo di partecipazione, i costi sono molto accessibili. Questa politica riflette una visione della cultura come servizio pubblico essenziale.

Il progetto di recupero della Sala dell’ex-Lavatoio per creare nuove aule didattiche e spazi per il Museo nasce proprio dal bisogno di rispondere al progressivo incremento dei visitatori, in primis, le famiglie, le scuole e gli insegnanti. Una struttura, quella dell’ex Lavatoio, che per i cattolichini riveste un valore, oltre che storico, identitario. “Per tale motivo – aggiunge la Antonioli – l’intervento deve prevedere un finanziamento importante per un recupero di qualità. Abbiamo quindi preso in considerazione lo strumento dell’Art Bonus, un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura”. Una vera e propria misura di “mecenatismo culturale”.

“Con la Stoppioni ed il Dirigente alla Cultura – prosegue l’Assessore – abbiamo iniziato un percorso per l’individuazione di un partner privato che potesse credere e investire in questo progetto. Al nostro appello ha risposto il Gruppo SGR con il quale si è instaurato da subito un rapporto di reciproca stima che ha portato la società, tra l’altro, a sostenere da quest’anno e per le prossime quattro edizioni anche la rassegna Che cosa fanno oggi i filosofi? ed il Premio Pinketts consegnato allo scrittore americano Joe Lansdale durante il recente Mystfest”. Tramite l’Art Bonus, SGR contribuirà, in cofinanziamento con il Comune, alla realizzazione del progetto.

“Appena ho preso servizio come responsabile del Museo della Regina – sottolinea la Direttrice del Museo Laura Menin – mi è stato chiesto dal Dirigente del Settore Cultura e dall’Assessore Antonioli di seguire il progetto dell’Art bonus per la Sala dell’ex Lavatoio, in collaborazione con i Settori e i Dirigenti coinvolti. Il progetto per cui è stato ottenuto il finanziamento ha finalità specifiche dedicate all’attività didattica per le scuole e per i bambini”.

“C’è una necessità di ampliare gli spazi visto il successo delle attività didattiche. Il percorso partecipativo – conclude la Antonioli – lo si può invocare solo nel caso in cui sussistano varie possibilità di scelta. Noi abbiamo ricevuto suggerimenti precisi da parte della direzione museale. Considerando l’importanza dell’intervento, gli spazi recuperati andranno utilizzati al meglio anche come luogo aggregativo, per esposizioni, convegni e quant’altro, ma sempre fermo restando la compatibilità con l’attività didattica che per noi rimane primaria”.